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In epoca feudale e sotto la denominazione longobarda normanna e sveva, San Giuliano fece parte del Gastaldato di Bojano.
Successivamente della Contea di Molise. Divene feudo di Amerigo di Sus e dei suoi discendenti fino a tutto il 1300.


Nel 1306 passò a Guidone da Molino e alla sua morte a quattro nuovi titolari: Raimondo di Gabanno, Filippa di Gabanno sua moglie, a Ruggiero Mabione e alla moglie Giovanna.
In questo periodo la piccola comunità pare fosse ingrossata dagli abitanti di Monticello e di Ortera due abitati, uno a nord ed uno a sud di San Giuliano distrutti probabilmente da incursioni nemiche. Intorno al 1345 e fino al 1397 San Giuliano passò ai Sanframondo. Dal 1397 al 1556 ad Andrea De Capua d'Altavilla, potentissima casata che ebbe in Riccia il feudo principale.

Fu feudo della famiglia Carafa dal 1556 al 1608. Nel 1608 Francesco Carafa la vendette ad Aniello Longo; quest'ultimo, morto nel 1617, ebbe successore il figlio Giuseppe padre di quattro figlioli: Gianbattista, Aniello, Giuseppe e Artemisia.

Giuseppe erede del germano (fratello) Aniello come costui lo fu di Giambattista morto nel 1731, senza lasciare prole aveva fin dal 1720 designata erede la sorella vedova di Camillo Severino Marchese di Gagliati alla condizione che in caso di premorienza di lei successore ne sarebbe stato il primogenito. Essendo Artemisia premorta al fratello testatore, nel 1731 l'erede di casa Gagliati divenne Signore di San Giuliano.

La casa marchesale di Gagliati dovette aggiungere al prenome familiare Severino l'altro del testatore zio. I Severino-Longo diedero al feudo i seguenti titolari: Domenico, prole di Artemisia e Camillo Severino; Camillo primogenito di Domenico; Camillo primogenito ed omonimo del precedente intestatario che ebbe a consorte Chiara Caracciolo di Fiorino e fu l'ultimo signore feudale di San Giuliano deceduto a 78 anni nel 1811.


Non avendo egli lasciato prole il duplice titolo marchesale di Galiati e di San Giuliano venne ereditato dal nipote (da fratello) Francesco Saverio Severino-Longo Consigliere din Stato e Pari del Regno nel 1848. Da costui il titolo passò al primogenito Domenico, Ministro plenipotenziario della Corte di Napoli a Torino, Berlino, Vienna, poi Consultore di Stato deceduto il 1° marzo 1860.

Domenico lo trasmise alla nipote Maria (prole unica del suo primogenito Camillo premortogli nel 1855 e di Maddalena Carafa della Spina) la quale andò sposa al Barone di Belvedere Giovanni Lorenzo Tortora-Brajda autorizzato a fregiarsi del duplice titolo marchesale in virtù del R.R. 11 luglio 1897.

La marchesa Maria Concetta di Federico Longo, Marchesa di San Giuliano, Marchesa di Gagliati, Baronessa di Palmoli, Contessa di Policastro è morta intorno al 1932 mentre il Marchese Giovanni Lorenzo Tortora Brajda nel 1929. Hanno lasciato quattro figli: Camillo, Margherita, Maddalena, Chiara.



Realizzazione webway.it - Fotografia e testi Michele Losito
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