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Santo Patrono
Festa Patr.
Angelo Codagnone
070067
H928
80001610700
1.069
45 abitanti/km²
23,90 km²
621 m s.l.m.
41° 27' 25,92'' N
14° 38' 30,12'' E
Sangiulianesi
San Nicola di Bari
9 maggio
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Il Territorio di San Giuliano del Sannio

L'economia di San Giuliano del Sannio è fortemente caratterizzata dall'agricoltura che si è andata man mano evolvendo e sviluppando, diventando sempre più importante. Nuove tecniche di allevamento e di coltivazione hanno sostituito i vecchi e rudimentali sistemi e hanno permesso l'innovazione nel settore agricolo.

Negli ultimi trent'anni sono sorti nel territorio comunale ben diciotto centri avicoli in cui, sotto l'occhio degli avicoltori, che ne seguono il ciclo vitale, si allevano migliaia di polli destinati alla macellazione.


I pulcini appena schiusi arrivano presso i centri in autoveicoli riscaldati per essere subito immessi nei capannoni in cui la temperatura iniziale è compresa tra i trenta e i trentacinque gradi. La temperatura all'interno dei capannoni viene a mano a mano ridotta, sino ad arrivare a diciotto gradi negli ultimi giorni di un ciclo che dura circa due mesi. Nel corso del ciclo di allevamento viene effettuato lo sfoltimento delle "femmine", destinate per le loro caratteristiche fisiche, a finire ben presto nei girarrosto delle rosticcerie.

A fine ciclo, i rimanenti polli, caricati come i primi a bordo di appositi camion, vengono destinati alla macellazione per diventare derivati del pollo, vale a dire petti, cosce, ecc. Molto importante è la conoscenza dell'uso che viene fatto della "pollina", vale a dire l'insieme di escrementi e lettiera. A ciclo ultimato, infatti, pulito il capannone, la pollina viene reimpiegata come concime organico nei terreni.

Con radici più antiche si presentano gli allevamenti di ovini, bovini ed equini, grazie ai quali l'agricoltore traeva benefici anche nella lavorazione dei campi.La loro utilizzazione è andato a man a mano variando con lo sviluppo di nuove tecniche di lavorazione; non vedremo più le mucche trainare il vecchio aratro, ma un mezzo tecnologico svolgere questo lavoro; non vedremo più il vecchio metodo di mungitura a mano, ma una serie di mungitrici sostituire il lavoro dell'uomo.

A San Giuliano del Sannio, mancando una consistente richiesta di mercato, si sono ridotti i piccoli allevamenti ovini, e nei pochi rimasti si è conservato il vecchio metodo di mantenimento degli animali. Per questo, fortunatamente, gli antichi sapori dei prodotti tipici sono rimasti intatti. Anche nel settore dell'allevamento bovino, negli ultimi venti anni, si sono registrati cambiamenti considerevoli e sono sorte le prime aziende che rispettano le norme nazionali e comunitarie. Le nuove aziende, a differenza di quelle più risalenti, hanno abbandonato la dimensione "familiare", mirata alla produzione per l'autoconsumo, puntando al potenziamento della produzione ed all'allargamento del mercato.

Tuttavia, vi è chi ha preferito conservare i vecchi standard produttivi. In queste aziende, a differenza di quelle moderne, la mungitura viene praticata ancora a mano, come del resto tutti gli altri compiti. Il latte viene tenuto all'aperto in recipienti di stagno. Così non si vedranno mungitrici, refrigeratori o nastri trasportatori per espellere il letame dalle stalle. Come per la pollina, anche il letame viene impiegato per la concimazione.

San Giuliano del Sannio, inoltre, annovera un allevamento sperimentale di bufale che, con gli anni, sta guadagnando con pieno merito la considerazione del mercato grazie all'ottima qualità dei prodotti ottenuti proprio dalla trasformazione del latte delle bufale.

Ma, a dirla tutta, a San Giuliano del Sannio, le famiglie contadine difficilmente rinunciano alle più antiche e sane abitudini. Visitando le contrade di San Giuliano ci si imbatte facilmente in piccoli pollai all'aperto o in minuscoli allevamenti di conigli, destinati esclusivamente a soddisfare le esigenze delle massaie più esigenti.

Le particolari condizioni del clima e dei terreni sangiulianesi non permettono l'impianto di particolari tipi di piante e quindi vengono destinati ad accogliere graminacee e foraggi. Tra le graminacee più comuni troviamo il frumento, l'orzo, l'avena, il farro, il favino e il mais, che si produce solo nelle zone provviste d'acqua tra cui quella del fiume Tammaro. Le foraggiere comprendono l'erba medica, il prato stabile, la lupinella e la veccia. La maggior parte delle produzioni viene reimpiegata nelle aziende dopo essere stata trasformata; il resto viene venduto. In alcuni appezzamenti c'è una presenza minima di piante arbustive quali olivo e viti, non adatte a competere con i derivati, tipo olio e vino, di territori con climi più idonei. Nell'ultimo periodo alcuni agricoltori hanno impiantato frutteti creando un prodotto tradizionale e biologico capace di imporsi sul mercato. Ma l'obiettivo di realizzare prodotti biologici non riguarda solo i frutteti.

La piccola proprietà contadina sangiulianese, inoltre, è caratterizzata dalla presenza di innumerevoli orti in cui vengono coltivati, per gli usi familiari, pomodori, insalate, tuberi, legumi, peperoni, melanzane, zucchine, cetrioli e zucche.

Da non dimenticare "La festa del maiale" antica tradizione capace di riunire, di solito in una fredda domenica invernale, tutto il nucleo familiare. Ogni famiglia contadina, dopo avere allevato almeno un maialino per un periodo di circa un anno, si ritrova per "fargli la festa" e ricavarne gustosi salumi.